Ogni giorno indossiamo abiti, scarpe, borse, portafogli, senza sapere molto di loro.

Sono il nostro oggetto di culto, abbiamo una storia con loro, ma non sappiamo nulla della loro storia.
Dove sono stati fabbricati? Da quali mani e soprattutto in quali condizioni?

Eppure l’assenza di una vera e propria tracciabilità dei prodotti rischia di distruggere la miniera di sapere che caratterizza la manifattura del nostro Paese, storicamente organizzata in filiere di piccole aziende artigiane, per lo più aggregate in territori ad alta vocazione, come ad esempio, la pelletteria a Firenze. Ma chi può controllare che la catena di fornitura non si sposti verso chi offre un minor prezzo, perché sceglie la strada dell’illegalità e sfrutta i lavoratori in Italia o all’estero? Questa insidia purtroppo è sempre più presente, in assenza di regole, trasparenza, controlli.

Per questo facciamo appello a tutti coloro che hanno a cuore il valore del lavoro, la ricchezza del sapere artigiano, i diritti umani e dei lavoratori in qualsiasi angolo del mondo, la legalità e la trasparenza del sistema economico, per coalizzarci e batterci affinché le filiere della moda siano tracciabili, controllate e quindi sostenibili.

Proponiamo a tutti voi di sottoscrivere questo appello a sostegno della campagna #sotuttodite.org e attivarci assieme per rafforzare una sensibilità collettiva su questi temi e per chiedere alle Istituzioni e imprese, a partire dagli attori del territorio fiorentino, un meccanismo che metta in trasparenza la catena di fornitura. Perché la trasparenza non è reato.